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Il Serpico Inglese – Sono Mio

I was pleased to see the Italian publication Corriere pick up on the recent interview with me that appeared on Vice.com.

‘Il Serpico Inglese’ is a title I am pleased with. Serpico was and still is one of my favorite movies. Here is the rest of the Corriere article –

Il Serpico inglese: «Così mi infiltrai fra hippies e spacciatori di Lsd»
Stephen Bentley racconta sul sito Vice la straordinaria storia dell’«Operazione Julie»: 11 polizie e agenti infiltrati fermarono nel ‘77 la più grande organizzazione inglese dietro al traffico di Lsd. Un successo che segnò la fine degli Anni Psichedelici
di Luca Zanini
Stephen Bentley, il «Serpico» inglese, quando aveva 28 anni Stephen Bentley, il «Serpico» inglese, quando aveva 28 anni shadow

Oggi Stephen Bentley è un tranquillo signore sulla settantina con pochi capelli e barba bianchi, ma se lo aveste incontrato nel 1973 lo avreste scambiato per un hippie o per Al Pacino camuffato da Serpico. Sì, perché l’investigatore di polizia Bentley è stato il Serpico britannico, uno degli uomini che verso la metà degli Anni ‘70 riuscirono a smantellare la più grande organizzazione per la produzione di Lsd: più una brigata di rivoluzionari del pensiero libero che un vero e proprio racket criminale; a fondarla erano stati nel 1972 uno scrittore David Solomon e Richard Kemp, un chimico, tra i primi a sintetizzare in Gran Bretagna (era il 1969) l’acido che aveva aperto le menti all’era psichedelica. Il nome in codice assegnato alla complessa azione di polizia era «Operation Julie»: al termine delle indagini, nel 1977, furono arrestate 120 persone e vennero sequestrati 800 mila dollari su conti correnti in banche svizzere e droga per un valore di 14 milioni di dollari.
Capelli lunghi e un furgone scassato
A distanza di oltre quarant’anni Bentley racconta su Vice di quando si infiltrò «in una comune hippie come agente sotto copertura nella più grande operazione di sequestro della droga psichedelica». Stephen era un ragazzotto con folti capelli e barba lunghissimi nel suo travestimento: «Avevo 28 anni, cominciai insieme al mio collega Eric comprando un vecchio furgone scassato e ci improvvisammo trasportatori per i giovani hippie, per guadagnarci la loro fiducia». Funzionò. Poi arrivarono le esperienze con la droga: «Non mi sono mai trovato nella condizione di dover per forza assumere Lsd per salvare la mia copertura, ma finii col consumare sia hashish che cocaina». Dopo due anni e mezzo di indagini e travestimenti, gli agenti coinvolti nell’«Operazione Julie» — 11 diverse forze di polizia — arrivarono a smantellare l’organizzazione. La prima «fabbrica» di cristalli di Lsd era nata a Cambridge, poi — dopo un periodo di fermo della produzione a causa di divergenze con il giro degli spacciatori — era stata spostata in un piccolo villaggio Galles.
Le «visite» di Dylan, Hendrix, Richards e Clapton
Jimi Hendrix
Jimi Hendrix
Intorno ai produttori di dietilammide-25 dell’acido lisergico (Lsd è l’abbreviazione della terminologia tedesca Lysergsäurediethylamid), una fra le più potenti sostanze psichedeliche conosciute , era cresciuta una comunità di artisti e musicisti che nell’Lsd vedeva un mezzo per raggiungere l’ispirazione, per tendere al Nirvana. E nel villaggio di Llanddewi Brefi arrivarono personaggi noti come Bob Dylan, Jimi Hendrix e alcuni tra i componenti dei Rolling Stones: qui venne Eric Clapton — testimonia un altro «infiltrato» dell’epoca, il giornalista gallese Lyn Ebenezer; qui venne Keith Richards, che rivendicava spesso di aver trovato un mondo di nuove droghe da sperimentare «durante un viaggio in un sonnolento villaggio rurale». Dietro la quiete di quella campagna, si muoveva un’industria che con i cristalli dell’Lsd poteva soddisfare il 90% della domanda interna in Gran Bretagna. Ed esportare.
Il pentimento dopo l’arresto di Smile
Bentley e colleghi misero a segno il più grande sequestro di Lsd mai verificatosi fino ad allora: cristalli per 12 milioni di dollari, un quantitativo sufficiente a produrre 6,5 milioni di tavolette; e altri 2 milioni di dollari in tablets già pronte per lo spaccio. Ma Stephen, il poliziotto che si era fatto hippie — e che ha rievocato la sua storia in un libro di memorie, «Sotto copertura, Operazione Julie» (cliccate qui per leggere l’anteprima del primo capitolo) —, racconta anche del proprio pentimento: «Quando incontrai in carcere Smile (uno dei capi della rete di produzione e spaccio, ndr) mi sentii in colpa e lui mi disse: “nessun rancore”. Mi venne da piangere e in effetti passai un periodo di depressione dopo quegli arresti». Alla fine, però, «Operation Julie fu davvero un’esperienza unica, esaltante: la descrissero come il colpo fatale alla controcultura hippy; tuttavia Smile e gli altri erano degli idealisti». Dopo il loro arresto (e la condanna di 15 persone ad un totale di 120 anni di carcere), l’industria della droga «passò in mano a bande criminali in cerca di soldi facili». Il prezzo dell’Lsd schizzò da 1 a 5 sterline a tavoletta. Bentley non lo dice, ma è come se si fosse persa la poesia dei Sixties e Seventies. O l’allegra follia psichedelica, se preferite.
La rassegna stampa di Corriere Digital
Questo articolo è tratto dalla rassegna stampa di Corriere Digital Edition del 5 aprile, che potete leggere su iPad e su smartphone o potete consultare direttamente cliccando su questo link. Tra le altre pubblicazioni segnalate: The Economist e WSJ, quali sono le vere notizie nei «Panama papers»; Il Foglio e Liberation, ma c’è il rischio che la montagna di dati partorisca risultati modesti; Wired, formati digitali, computer potenti e nuovi algoritmi… il kit dei giornalisti per frugare tra milioni di file; Financial Times, se l’Arabia Saudita si riavvicina alla Russia è perché sente gli Stati Uniti sempre più lontani; Bbc, Hong Kong 2025, gang perseguitano chi non parla mandarino Il film sulla «cappa cinese» messo al bando da Pechino; Hurryet, perché alla fine il faccia a faccia Obama-Erdogan c’è stato; Havana Times, l’endorsment della dissidente cubana Yoani Sanchez per Obama.
5 aprile 2016 (modifica il 5 aprile 2016 | 10:07)
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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